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FILIPPO PIO

 

 

Autore: Filippo Pio
Titolo: Ovunque al mio sguardo solo materia in movimenti innaturali e rumorosi.

Anno di Edizione: 2007

Numero di pagine: 72

Prezzo: 8,00

Genere (Raccolta Racconti - narrativa psicologica)

Codice ISBN: 978-88-95030-28-9

 

Abstract:

 

Quante cose appaiono in questo mondo nella loro unica realtà rilevabile e considerabile. I 'sensi' ordinariamente si intrecciano e si assuefanno alle cose in maniera totale, per poter lasciare intuizione ad altra realtà.

Nell’impatto spazio-tempo l’originaria percezione sensitiva e comprensiva dell’Uno, come la luce bianca in colori, si frammenta in sensi indipendenti.

 

E' l'inizio dell'introduzione dell'Opera di Filippo Pio. Una raccolta di racconti psicadelici, freschi, talvolta appassionanti e appassionati, scritti con lo stile di 'Per Sempre' il Romanzo dello stesso Autore che ha preparato i lettori alla comprensione di Effeteorema (il Teorema di Effe).

Con la lettura delle opera di Pio si entra in un mondo ad effetto in cui, immersi negli eventi abilmente narrati, si resta attratti dai processi psicologici a volte normali, ma spesso eccezionali, dei protagonisti.

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FILIPPO PIO

 

Nato a Taranto nel 62, figlio di militare, trasferitosi poi a Napoli, qui si diploma ed inizia gli studi universitari di ingegneria.

Dopo alcuni esami, tra i quali disegno e geometria, che in seguito si riveleranno fondamentali, lascia suo malgrado, per  intraprendere la carriera militare avendo vinto, per espresso desiderio del padre, il concorso come ufficiale dell’aeronautica militare.

Mal si concilia però la passione artistica ed il contemporaneo studio di ricerca, con la “convinzione” necessaria per svolgere al meglio la sua professione di militare, cosicché, poco dopo la promozione a tenente, abbandona la carriera, per intraprendere un nuovo lavoro che, svolge per circa due anni. Anche come imprenditore commerciale, nel quale si sostanzia la nuova attività, lo rende insoddisfatto nonostante sia molto redditizia, cosicché decide di abbandonare ancora per trasferirsi a Londra. Qui, svolgendo diversi lavori umili, trova maggiore serenità, equilibrio e riflessione.

Comincia così a comporre, i principi, del     teorema di Effe, le corrispondenti proiezioni nella pittura concettuale, senza tralasciare per questo, il lavoro di lettura di testi filosofici e sacri. La possibilità di  un lavoro stabile, ben retribuito, nella società autostrade, presso la tangenziale di Napoli, nel 90, lo fa rientrare in Italia dove tutt’ora lavora come impiegato.

I tragici avvenimenti, che si succedono nel 2001, lo scuotono terribilmente dando slancio e forma alle sue indagini filosofiche e proposizioni figurative. Il suo intento si struttura nel tentativo fondamentale di infrangere e rompere lo “Stand-by” spirituale che coniuga, nel quotidiano del luogo comune, il solo "credere" del piano materiale, il solo ragionamento, il dogma, i santi, etc, cercando al contrario, di favorire con le sue  “proposizioni”, il “sentire” della dimensione spirituale, la ricerca, la meditazione trascendentale, il pensiero libero, non più prigioniero, nelle gabbie teoriche e dogmatiche dell’approccio ordinario. Per lui l’intelligenza e la fede sono fratelli simbiotici e spiralici della stessa idea e la trattazione di ciò trova sicuramente come valido supporto  le inesauribili capacità transitive e propedeutiche, proprie del riferimento geometrico.

 

 

PREFAZIONE

 

Perché scrivo? Forse per esaltarmi nella presunzione e convinzione di saperlo fare, fiero di mostrarlo, o più semplicemente perché credo di poter sottoporre riflessioni intelligenti ed interessanti ed è importante che vengano lette? Forse per giocare con la fantasia, illudendomi che un giorno, diventato ricco e famoso scrittore, potrò finalmente essere qualcuno che conta in questo mondo? O forse perché, in maniera più verosimile, non avendo null’altro di importante da fare, e non più in anni giovanili di facile adrenalina, preferisco da 'vile' sottrarmi al mondo delle regole vigenti e vincenti dei soli ragionamenti alla moda, per nascondermi altrimenti in altra realtà meno appariscente e rumorosa, dove veloci e colorati risultano essere solamente i pensieri? Chissà, forse per la necessità consapevolmente sentita di starmene buono buono in un posto solo con una penna ed un po’ di carta, in modo da non allungare la lista dei tanti e grossi guai che già vanta il mio 'non troppo allineato' passato? Forse per offrire in una pratica accorta e riflessiva finalmente un po’ di sollievo al pensiero, sottraendolo così dal continuo ed estenuante assedio di nuove idee? Forse per il bisogno, ormai insaziabilmente cronico, di  continuare a mettermi in discussione nella volontà crescente di voler migliorare giorno dopo giorno, consapevolmente forte di nessuna sicurezza, ma al contrario pieno di perché e  bagnato fino all’ossa dai dubbi del mare della ricerca? Forse perché non nutrendo alcun interesse o piacere per la comoda tranquillità della teoria, tronfia di troppi ragionamenti assolutisti indipendenti l’uno dall’altro, alla meglio compattati e mai giusti, preferisco gli incuriositi stimoli della pratica, per giungere ad un pensiero coerente e deframmentato, funzione generatrice dei ragionamenti?

Chi mai potrebbe stabilire cosa anima questi miei tentativi del resto poco importa, poiché intimamente 'sento' che non è importante dove arriverò. Sono già tanto felice nel 'sentire' di essere sulla strada giusta ed ogni passo è di per sé  un traguardo. Solo un viaggiatore; tale mi sento! E quando si ha intenzione di viaggiare veramente 'liberi', non si presta più tanta attenzione alle comodità del luogo ove si andrà, ma solo alla maniera più logica per arrivarci e poi ripartire. Così, anarchico nello spirito e fuori dagli schemi di ogni legge, opinione, o religione, mi ritrovo come filantropo a coltivare il buon senso dell’intelligenza che, in buona fede, meglio comprende e promuove tutti i fattori. In sicurezza e determinazione guardo allora l’altra strada che ammiccante mi fiancheggia, assillandomi con tentativi ormai vani colmi del ricordo del piacere materiale e delle sue piacevoli punture; strada che come un tapirulan di senso contrario mi scorre di fianco alla stessa velocità. Potrete probabilmente trovare presuntuoso quanto dico, ma è anche vero che l’umiltà e la presunzione non esistono in assoluto, sono solo proiezioni e rifrazioni apparenti,  fuorvianti, alterate, della parola nel suo contaminabile senso, sui reali fattori caratterizzanti che sono rispettivamente la consapevolezza e l’ignoranza. Nessuno può stabilire ciò che 'è puro', ma solo intuirlo tramite i 'non è' nel quale questo mondo relativo si sostanzia. Del resto Filippo su questo ci ha offerto il suo Vangelo, ed Einstein la sua più nota teoria. Per questa ragione, mai potrei stabilire il mio ideale di lettore, nel caso ci fosse qualcuno disponibile. Senza di molto sbagliare, forse potrei prevedere chi, al contrario e per il suo bene, preferisce astenersi dal diventarlo! 

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Per Sempre

(Romanzo)

Pubblicato nel luglio 2007 - Pg.100 - Prezzo 13,00 €

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