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lello trifiro'

 

 

LELLO Trifirò vive e lavora ad Valmadrera in provincia di Lecco.
E' un esperto specializzato in apparecchiature ospedaliere e ha prodotto numerose relazioni e pubblicazioni di ingegneria ospedaliera per la partecipazione a Convegni Nazionali e Internazionali.
Alla sua formazione professionale tecnica affianca da tempo la passione per la letteratura e la narrativa.

 

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Yudi ed Erania

 

Intriso della freschezza di due amiche cubane, Yudi ed Erania, e della profonda amicizia che le lega al protagonista, che è la voce narrante, il racconto si permea dell'ammirazione che i tre manifestano per la lotta dei ribelli in Guatemala e nel Chiapas. E' per conoscere le ragioni profonde di quelle ribellioni, che entrano a far parte della guerriglia india.

Il sesso, l'eros, la passione, e il senso della lotta per la libertà, rappresentano le fondamenta della narrazione. 

 

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Yudi ed Erania - ISBN: 978-88-95030-14-2 - Pubblicato nell'Aprile 2007 - Pg. 96 - Prezzo 12,00 €

Il Libro può essere acquistato richiedendolo direttamente alla CSA Editrice - Non si pagano spese di spedizione

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Un attimo dopo sentii trascinarmi pesantemente il braccio verso il basso, e vidi Yudi crollare a terra, colpita in pieno petto da un proiettile. Mi gettai su di lei in preda alla disperazione, mentre vedevo altri compagni ed altri contadini cadere sotto i colpi fratricidi dei soldati.

Erania, accortasi dell’accaduto, si mise ad urlare, a gridare come una belva ferita mentre Yudi rivoltava in quell’istante gli occhi all'indietro e sveniva. Appoggiai l’orecchio sul suo cuore, respirava ancora, la presi in braccio e come impazzito, correndo nel fango, fendendo la folla di persone del lungo corteo, corsi all’indietro verso la città.

Erania correva dietro di me, sbandando come ubriaca, con i capelli appiccicati al volto dalla pioggia e gli occhi fuori dalle orbite, urlando. Corremmo come due pazzi alla ricerca di aiuto, alla ricerca di qualcuno che avesse potuto salvare Yudi che ormai era in un lago di sangue.

Balzai, con lei tra le braccia, sull'ambulanza che seguiva il corteo che partì a sirene spiegate verso l'ospedale. Non riuscivo a piangere, tanto era il dolore che mi trapassava il cuore e mi apriva un vuoto incredibile davanti, ero inebetito ed incredulo.

Pensai che lei non poteva lasciarmi così, non poteva volarsene via senza il suo chico, non capivo più niente, pensavo a lei, ridevo, tremavo come una foglia, in preda ad uno choc di dimensioni insopportabili. Cercai di pulirle il viso dal fango e dal sangue, mentre l'infermiera le appoggiava alla bocca la maschera dell'ossigeno

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Ci si può mettere in contatto con l'Autore inviando la richiesta a segreteria@autoriitaliani.it

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