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LUIGI COLOSIMO

 

 

 

Edito dalla CSA EDITRICE

Codice ISBN: 978-88-95030-88-3

Autore: LUIGI COLOSIMO
Titolo: AMORE CHE VIENI, AMORE CHE VAI

Anno di Edizione: 2009

Numero di pagine: 80

Prezzo: 10,00

Genere: Romanzo

 

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Il libro

Premessa

 

 Ho deciso di intitolare il mio libro 'Amore che vieni, amore che vai' perché sono sicuro che se avessi dovuto dare una colonna sonora al mio lavoro avrei attinto alla famosa canzone di Fabrizio De André. Spero non me ne voglia a male l’anima del grandissimo poeta che l’ha scritta e interpretata, ma io alla versione originale preferisco quella di Franco Battiato perché la trovo più armoniosa e moderna.

La mia accesa passione per la musica mi ha portato ad ascoltare innumerevoli canzoni d’amore. Nelle parole dei vari cantautori sono nascoste le differenti sfumature che questo sentimento può assumere. Ogni canzone narra una storia diversa che può essere più o meno vicina alla nostra esperienza. Il merito di De Andrè, a mio parere, è stato quello di essere riuscito a evidenziare ciò che accomuna ogni storia sentimentale. Lo stato d'animo descritto dal cantautore genovese è un sentimento che non conosce stagioni o vincoli d’età, frutto di un amore spontaneo e imprevedibile.

 

 

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Il romanzo si sviluppa in un ambiente, quello dell’università pubblica, che coinvolge una varietà particolarmente eterogenea d’individui, ognuno con motivazioni, attese, e stati d’animo differenti. Il protagonista è uno studente ingenuo e immaturo che, dopo una prima delusione, pensa di poter controllare l’amore. La sua inesperienza però lo porterà a vivere una relazione intensa e allo stesso tempo complicata.

I sentimenti provati dal ragazzo rispecchiano pienamente lo stato emotivo espresso dalla canzone del cantautore genovese. L’incertezza e lo smarrimento dominano la mente dello studente che è costretto a sottostare a un amore che perde e ritrova indipendentemente dalla sua volontà. “Io ti ho amato sempre, non ti ho amato mai, amore che vieni amore che vai”. La malinconica melodia sarebbe il sottofondo perfetto per la lettura di alcuni passaggi particolarmente nostalgici di questo lavoro.

Per chi volesse ascoltare la versione della canzone 'Amore che vieni, amore che vai' di Franco Battiato, consiglio l’acquisto del cd 'La Cura di Franco Battiato' prodotto dalla Universal.

 

 

Dal blog di Daniela Celi

29 settembre - ore 23.45

 

La vita dell’uomo è caratterizzata dalla volontà continua di superarsi. L’individuo non può fare a meno di fissare degli obiettivi, che una volta raggiunti, vanno subito sostituiti da altri più ambiziosi e complicati. La mente d’ogni individuo è sempre troppo concentrata a cercare di ottenere ciò che non ha, per riuscire a godere pienamente di ciò che possiede.

Può capitare così di vivere per molti anni con una persona speciale. Lui ci ama e ci dedica tutte le attenzioni di cui abbiamo bisogno. Continua a cercarci quando noi ci allontaniamo e non esita a perdonare tutti gli errori che facciamo.

Durante questo lungo periodo il nostro cuore e distratto dalle nostre aspirazioni, dai nostri progetti e da tutto ciò che impegna le nostre giornate. I nostri occhi sembrano essere offuscati e non riescono a vedere più le cose magnifiche che hanno avvicinato l'altro a noi. Presto la relazione diventa un rapporto a senso unico in cui noi siamo disposti solo a ricevere, senza dare nulla in cambio. La persona che ci sta vicina comincia a dimostrare la sua insofferenza e noi reagiamo, consapevoli del nostro potere, con estrema durezza. Lui continua ad amarci e non ha la possibilità di ribellarsi, può solo rassegnarsi a vivere soffrendo, attendendo quei pochi, ma indimenticabili momenti di felicità.

Può accadere però, per un motivo o per un altro, che questa persona scompaia improvvisamente dalla nostra vita.

Inizialmente il nostro orgoglio ci spingerà a pensare che presto tornerà, che non può vivere senza di noi, che noi siamo tutto è lui è niente. Il nostro umore cambierà repentinamente, quando ci accorgeremo di averlo perso per sempre. Le sue attenzioni, la sua continua compagnia, i suoi sorrisi sembreranno mancarci più d’ogni altra cosa. Solo in quel momento ci renderemo conto dell’importanza che quella persona rivestiva nella nostra vita. L’inappetenza sarà solo il minore dei sintomi del nostro malessere. Un’angoscia totale catturerà la nostra mente che apparirà svogliata e priva d’interessi. Vivremo per giorni demotivati e bloccati dal dolore. Con il tempo supereremo il momento più difficile, torneremo alla nostra vita abituale, anche se il ricordo di quella persona ci accompagnerà a lungo.

In questo stato d’animo ci accorgeremo dell’importanza di dare, perché sono le persone che danno quelle che non si dimenticano.

 

 

Cap.1 -  Un nuovo inizio

 

Il primo giorno di università Oscar Di Maggio si recò a lezione per seguire due ore di storia contemporanea, materia che da sempre lo affascinava. L’aria era molto umida e l’aspetto del cielo sembrava presagire un brutto temporale. L’umore dello studente rimaneva comunque alto; erano passati quasi sedici mesi dal momento in cui aveva interrotto gli studi, e adesso fremeva dalla voglia di ricominciare.

Dopo la maturità aveva deciso di concedersi un anno sabbatico, in modo da avere il tempo necessario per pensare a ciò che avrebbe voluto fare in futuro. Quell’anno passò in maniera lenta e monotona. La sensazione d’inutilità portò il ragazzo a fare diversi lavori, tutti richiedenti un enorme sforzo fisico e un basso coinvolgimento mentale. L’idea di dover svolgere una di quelle attività per il resto della vita lo spaventava e suscitava nella sua persona un profondo pessimismo.

Oscar aveva sempre amato dedicarsi alla lettura e al disegno e in quel periodo sentiva la mancanza della vita da studente, serena e priva di preoccupazioni importanti se non quella dello studiare. Il suo umore era molto basso e, come spesso accade nei momenti negativi, la sorte gli andò contro e peggiorò la situazione un incidente in cui il ragazzo demolì l’auto del padre. I suoi genitori tuttavia compresero le difficoltà del momento e, senza infierire, si dimostrarono molto comprensivi.

Lo stato d’animo di Oscar mutò repentinamente quando la segretaria del polo didattico della sua città, gli comunicò l’esito del suo test d’ingresso. Le iscrizioni alla facoltà erano a numero chiuso e i posti disponibili erano solo sessanta. Nel momento in cui la signora gli assicurò che era il primo nella graduatoria definitiva, un’ondata di fiducia lo travolse e un nuovo entusiasmo gli pervase l’animo. La notizia lo caricò di un forte ottimismo che caratterizzò tutta la sua esperienza universitaria.

Lo studente viveva nella periferia di una grande provincia calabrese e fin dalla tenera età aveva potuto godere del clima mite e dei meravigliosi paesaggi che caratterizzavano quel territorio. Per un breve intervallo di tempo aveva vissuto nel centro cittadino, anche se non mancava mai di ripetere quanto preferisse vivere nella periferia, meno caotica e sicuramente più tranquilla.

Il ragazzo era alto all’incirca un metro e settanta, aveva dei corti capelli neri, la carnagione scura e dei bellissimi occhi verdi che si rivelavano tali solo da vicino perché un po’ piccoli rispetto al resto del viso. Il fisico era muscolare e asciutto; almeno un’ora della sua giornata era dedicata a esercizi vari. Da piccolo era stato sempre deriso per il suo fisico pingue e, da quando era riuscito a perdere peso, non aveva più smesso di allenarsi per paura di tornare a essere 'la palla', era così, infatti, che lo definiva un suo zio poco sensibile.

Oscar vestiva sempre molto bene prestando una particolare attenzione agli abbinamenti dei colori che non dovevano essere mai disarmonici tra loro. Prediligeva i colori scuri e quelli che adorava di più erano il nero e l’amaranto. Dallo sguardo sembrava cattivo e poco intelligente e solo chi aveva avuto modo di conoscerlo, si rendeva conto di quanto0 la prima impressione fosse errata.

Il suo carattere era tranquillo e riflessivo, amava dialogare e faceva della retorica il suo punto di forza, cercando di catturare i propri interlocutori con frasi ricche di parole ricercate.

Fin dall’inizio della sua esperienza universitaria, era stimato e apprezzato da tutti; i colleghi vedevano in lui il miscelarsi delle passioni e degli interessi di un ragazzo comune, con una sempre puntuale preparazione agli esami. Amava sentire l’approvazione degli altri, e spesso si faceva portavoce dei problemi e dei malesseri all’interno della facoltà.

Trascorreva il suo tempo libero svolgendo numerose attività, tra cui quelle sportive a cui si dedicava quotidianamente. Il gioco del calcio era la sua passione, anche se con il tempo iniziò a preferire attività meno traumatiche per le sue gambe come il ciclismo.

Nei periodi di relax, Oscar adorava intrattenersi con il suo migliore amico, Alessandro. Ale era un ragazzo più grande di lui di otto anni. I due si erano conosciuti quando Oscar, dopo aver interrotto una relazione durata quasi quattro anni, si era trovato solo e molto deluso. Alessandro condivideva le sue stesse passioni e per Oscar l'amico rappresentava un mentore, fonte d’esperienza, da cui attingere utili consigli.

Passavano le loro serate facendo lunghe passeggiate e cercando di sedurre più ragazze possibili. Il loro era diventato un gioco e, ogni qualvolta percepivano che l’opera di conquista era terminata, non esitavano ad allontanarsi, abbandonando nello sconforto le malcapitate.

Non erano sempre così duri però; il loro comportamento non era mosso dal loro carattere insensibile, ma era soltanto frutto di una voglia di vendetta contro 'quegli esseri', le donne, che in passato erano state fonte di dolore. Anche Alessandro, infatti, aveva interrotto una relazione dopo diversi anni e ne era uscito abbastanza malconcio.

Oltre ad essere il più grande, Alessandro era anche il più malinconico giacché spesso si fermava a richiamare alla mente momenti passati, in grado di rievocare un misto di rabbia e nostalgia.

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