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Ciao! Hai fame?-
Jackel prese quel che gli restava del suo pezzo di pane e lo porse al
cucciolo che lo mangiò avidamente.
-Sei stato tu a far cadere la latta, vero?- Chiese accarezzandolo. I suoi
dolci occhi gli fecero tornare alla mente la felicità della sorella, quando
aveva visto il suo Rocky. Con loro però, ricordò anche i tragici eventi che
n’erano seguiti: l’allontanamento di Rocky, la sorella che usciva a cercarlo
incurante del buio, i guaiti e le urla strazianti che echeggiarono nella
foresta poco dopo. Jackel si era precipitato da lei, ma era stato tutto
inutile. Non c’era stata più speranza, né per la sorella né per il cane.
Jackel non aveva capito cosa fosse successo, aveva solo visto qualcosa
chinato su di loro che ne aveva mutilato i corpi. Da allora non aveva
fatto altro che cercare il responsabile senza mai arrendersi.
Prima o poi lo avrebbe trovato per pareggiare i conti. Per quest’unica
ragione aveva accettato il lavoro, aveva il sentore che fosse lì. Sollevando
lo sguardo, vide il tetro Castello, rischiarato solo dalla luna che dominava
tutto dall’alto della montagna.
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