{"id":2040,"date":"2026-04-27T15:52:54","date_gmt":"2026-04-27T13:52:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.autoriitaliani.it\/?p=2040"},"modified":"2026-04-27T15:52:55","modified_gmt":"2026-04-27T13:52:55","slug":"intervista-a-romano-pescione-mag-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.autoriitaliani.it\/?p=2040","title":{"rendered":"Intervista a Romano Pescione &#8211; mag 2026"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>AutoriItaliani.it<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Intervista a Romano Pescione, autore della raccolta di racconti \u201cLa met\u00e0 luminosa\u201d<\/strong> <strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>La met\u00e0 luminosa<\/em><\/strong> <strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Intervista di maggio 2026<\/em> <em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>SINOSSI<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.autoriitaliani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/9791282288064-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2041\" style=\"aspect-ratio:0.6669972838526567;width:244px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.autoriitaliani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/9791282288064-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.autoriitaliani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/9791282288064-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.autoriitaliani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/9791282288064-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.autoriitaliani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/9791282288064-600x900.jpg 600w, https:\/\/www.autoriitaliani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/9791282288064.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019idea della raccolta, non premeditata, nasce dalla redazione dell\u2019ultimo rigo. Pensati tra loro indipendenti, i racconti manifestano la presenza di un legame sottotraccia che si svolge tra le pagine, secondo la loro sequenza originaria: il tentativo d\u2019imparare ad accogliere la vita per come essa si manifesta, circospetta o irruenta, con l\u2019ausilio della sola saggezza di discernerne la componente modificabile da quella che, di fatto, si mostra inalterabile. Le eroine e gli eroi, loro malgrado, che si susseguono nella raccolta vivono questo bivio e, laddove possono, agiscono nel loro mondo: Nessuno, Ines, Leonid, Antoine, Minosse, Rike, Yukio, Anno e Jeffrey, con le loro esistenze segnate, rifiutano il cinismo coltivando la propria met\u00e0 luminosa. Un invito a preservare la propria preziosa umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019AUTORE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Romano Pescione vive ad Avella, in Campania. Ingegnere meccanico si dedica, in particolare, alla progettazione di cupole geodetiche ed alla modellazione 3D per il settore automotive. Amante d\u2019arti grafiche, pratica con passione il disegno artistico. Detiene il marchio \u201cAtelier Meccanico Pescione\u201d, curandone il sito web www.ateliermeccanicopescione.it.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Coltiva la passione per la letteratura ammirandone l\u2019innata capacit\u00e0 di partorire esistenze e mondi. Iniziato alla scrittura, animato da una curiosit\u00e0 in lui sempre desta, praticandola ne ha saggiato il potere meditativo oltre che generativo. Scrive<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"365\" src=\"https:\/\/www.autoriitaliani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/foto_Autore-Light.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2042\" style=\"aspect-ratio:1.0958945160323643;width:225px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.autoriitaliani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/foto_Autore-Light.jpg 400w, https:\/\/www.autoriitaliani.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/foto_Autore-Light-300x274.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>INTERVISTA A ROMANO PESCIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il titolo \u201cLa met\u00e0 luminosa\u201d richiama un\u2019immagine potente. Cosa rappresenta questa \u201cmet\u00e0\u201d e in che modo attraversa i racconti della raccolta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La \u201cmet\u00e0 luminosa\u201d, chiarisco da subito, non attiene ad alcuna questione etica o morale, non cadendo quindi nella dialettica di opposizione tra bene e male: la \u201cmet\u00e0 luminosa\u201d, per quanto ho realizzato alla conclusione dell\u2019ultimo dei racconti, godendo di una prospettiva di insieme, \u00e8 piuttosto un meccanismo spirituale presente in tutti i protagonisti che, all\u2019indomani di un evento che ne ha stravolto l\u2019esistenza catapultandoli nell\u2019alienazione e\/o nel patimento, interviene o viene attivato per curare la transizione delle loro umanit\u00e0 scombussolate ad un nuovo approdo stabile per il tramite della creativit\u00e0, sia in senso stretto che lato: nasceranno piani e mondi che permetteranno ai protagonisti di ripartire o riavvicinarsi al presente che li pervade con una rinnovata prospettiva salvifica, guarita. Di contro il meccanismo opposto, che potrei definire come la \u201cmet\u00e0 oscura\u201d, permetterebbe comunque di guadare il fiume della transizione ricorrendo a dinamiche distruttive e autodistruttive.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I racconti nascono come testi indipendenti ma rivelano un legame sottotraccia. Quando ha compreso che esisteva un filo invisibile che li univa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I racconti sono nati dovendo rispondere ad un\u2019esigenza che non mi vergogno a definire fisiologica. Ho avuto il privilegio di vivere cinque mesi durante i quali, quotidianamente, mi sentivo spronato a dare seguito all\u2019esigenza di aggiungere una nuova pagina ai racconti che stavano nascendo tra le mie mani. Almeno trenta minuti al giorno, ogni giorno, e non perch\u00e9 avessi uno scopo editoriale, quantomeno potevo sentirmi animato dalla disciplina e dall\u2019etica dello scrittore di professione: questioni totalmente estranee ai miei orizzonti. I racconti divennero all\u2019improvviso una raccolta e solo rileggendoli insieme, assemblati, rilevai la presenza ingombrante della \u201cmet\u00e0 luminosa\u201d nella vicenda narrativa di ogni personaggio. Potrei azzardare a sostenere che fosse tutto gi\u00e0 sedimentato, metabolizzato e pianificato dentro di me da tempo e m\u2019occorreva soltanto di favorirne il deflusso, la formalizzazione per il tramite della scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il tema centrale sembra essere l\u2019apprendimento dell\u2019accoglienza della vita, distinguendo ci\u00f2 che \u00e8 modificabile da ci\u00f2 che non lo \u00e8. Quanto questa riflessione ha radici personali?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Essere autodistruttivi mi auguro non sia mai un\u2019opzione, soprattutto quando la mente \u00e8 annebbiata da sensazioni opprimenti. Purtroppo in questa dinamica viene meno la capacit\u00e0, in prima istanza, di tentare di accogliere per poi accettare la sofferenza. Molto pragmaticamente bisognerebbe sempre aggrapparsi&nbsp; all\u2019adagio che invita a flettersi piuttosto che spezzarsi: ci si rompe laddove, ad esempio, si insista nel modificare l\u2019immodificabile. Credo di avere un bagaglio di esperienze in linea con i miei anni, magari assaporate con un pizzico di introspezione ridondante talvolta: ho potuto saggiare con quanta facilit\u00e0, ed innocenza, si possano commettere valutazioni errate che nocivamente inducono ad insistere, oppure, di contro, rapidamente desistere nelle proprie intenzioni. Il problema, e credo che i personaggi dei racconti ne siano testimoni, \u00e8 l\u2019inesistenza di un metodo scientifico che dirima la questione, ma vi \u00e8 la consapevolezza che la cieca fede nella vita possa aiutare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I suoi personaggi \u2013 Nessuno, Ines, Leonid, Antoine, Minosse, Rike, Yukio, Anno e Jeffrey \u2013 si trovano di fronte a un bivio esistenziale. Come sono nati e cosa li accomuna oltre al rifiuto del cinismo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I personaggi tutti si ritrovano coinvolti in vicende su cui avrei ricordi da condividere, al netto di forzature narrative: li ho riscoperti legati alla mia persona quasi fossero delle mie frazioni, emerse da anni diversi del mio passato. Direi che ognuno di loro, a suo modo, abbia rifiutato il cinismo abbracciando o venendo benedetti dalla \u201cmet\u00e0 luminosa\u201d, ma non solo: tutti sono sempre alimentati dalla fiducia nella vita, consapevoli che le loro vicissitudini, grazie anche ad un disegno imponderabile, si risolleveranno dalle loro ceneri, ciecamente animati dal potente incidere della vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nei racconti emerge un invito a preservare la propria umanit\u00e0. Ritiene che oggi sia pi\u00f9 difficile coltivare questa \u201cmet\u00e0 luminosa\u201d?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ritengo di dire un\u2019ovviet\u00e0 azzardandomi a sostenere che ogni epoca storica abbia sottoposto le proprie immancabili difficolt\u00e0 agli individui che intendessero rifiutarne il cinismo per abbracciare il meccanismo creativo presente nei miei personaggi. Il nostro mondo, cosiddetto progredito, seppur si ritrovi ammantato da fosche e spesse nebbie di reazione, ha vissuto epoche anche peggiori della stagione attuale: ci\u00f2 non toglie che occorra sempre stigmatizzare il cinismo \u201ca priori\u201d che spesso evolve in preludio alla connivenza e infine al sonno della ragione. Un elemento negativo di novit\u00e0 di questi tempi rispetto a quelli passati consiste nei temi, mai troppo approfonditi, della potenza della comunicazione e, in parallelo, del controllo verticistico, oligarchico, della stessa: se dalla comunicazione, che investe quotidianamente miliardi di persone, vengono filtrate parole che richiamano al senso \u201cumano\u201d, \u00e8 pi\u00f9 difficile che questo diventi una categoria mentale ricorrente a cui tutti noi riferirci nello sviluppo delle nostre idee.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lei \u00e8 ingegnere meccanico e progettista di cupole geodetiche. In che modo la formazione tecnica influenza la sua scrittura? C\u2019\u00e8 un parallelismo tra progettare strutture e costruire racconti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le cupole geodetiche, a vederne il telaio, ovvero l\u2019ossatura, sono nient\u2019altro che la composizione, secondo un\u2019armonia geometrica, di aste in triangoli e di questi in una porzione di sfera, una calotta sferica in generale. La bellezza di questa tipologia strutturale consiste in due aspetti di grande fascino, a mio avviso: da un lato non esiste una separazione tra elementi funzionali ed estetici e, dall\u2019altro, la rilevazione che la cupola geodetica reagisca in modo globale ai carichi applicati. In buona sostanza, ritengo che la mia raccolta di racconti abbia le stesse due caratteristiche di cui sopra: una completa sovrapposizione tra funzione e forma, una reazione compatta dell\u2019assemblato, ovvero della raccolta, ai carichi della lettura, ovvero all\u2019interrogazione del lettore.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La sua esperienza nella modellazione 3D e nelle arti grafiche incide sulla dimensione visiva delle sue narrazioni? Scrive \u201cper immagini\u201d?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni volta che ho iniziato la scrittura di un nuovo racconto mi sono ritrovato a riportare le immagini libere e coerenti, in una certa misura, che si susseguivano nella mia mente. Non posso dire nulla nel merito delle possibili dinamiche retrostanti, riservandomi tuttavia il diritto di descriverle come spontanee e nitide. Sono sicuro che la relazione tra le arti grafiche e la mia scrittura sia vera in entrambi i sensi: scrivendo credo di documentare una descrizione, una rappresentazione e, viceversa, disegnando ritengo di riscrivere quello che mi circonda ricorrendo alla composizione di forme geometriche basilari alla stregua di lettere, dalla cui sequenza nascono parole, concetti e racconti. Tutti noi, da bambini almeno una volta, abbiamo destrutturato il disegno di una casa nella combinazione ordinata di un quadrato con un triangolo: tentare di riportare su foglio il disegno della nostra realt\u00e0 significa innanzitutto, sul piano tecnico, ricondurla alla sua sintassi fatta di forme geometriche basilari oppure di grafemi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La raccolta sembra nascere in modo non premeditato, quasi spontaneo. Quanto spazio lascia all\u2019intuizione rispetto alla pianificazione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riconosco di non avere realizzato una pianificazione immediatamente precedente alla scrittura dei racconti, anzi posso integrare questa nota ribadendo di aver scritto sulla base di un principio di spontaneit\u00e0. Capisco che quest\u2019osservazione entrerebbe in contraddizione palese con la logica e la coerenza che alimentano i singoli racconti e la raccolta nel suo insieme. Sono convinto che l\u2019architettura delle storie narrate fosse presente in me ancor prima che iniziassi a scrivere: essa \u00e8 stata il frutto degli anni in cui quelle sensazioni, quelle riflessioni e quelle esperienze sono state vissute, metabolizzate, riorganizzate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lei parla del potere meditativo della scrittura. Scrivere La met\u00e0 luminosa \u00e8 stato anche un percorso interiore di trasformazione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho sempre sentito parlare della scrittura come potente mezzo distensivo, capace di riordinare le idee, riportando il flusso dei pensieri e degli eventi quotidiani alla loro proporzionata correlazione; inoltre, mi \u00e8 capitato di leggere che scrivere di un problema, ponendolo per esteso in forma scritta, significa intraprenderne la soluzione. Non ho iniziato a scrivere, in modo continuativo, sulla base di queste riflessioni, ma con il procedere delle giornate ho scoperto che l\u2019attivit\u00e0 di scrittura recava profondi benefici, come una seduta di meditazione: mi accorgevo che sia nelle giornate pi\u00f9 serene che in quelle pi\u00f9 frenetiche l\u2019impatto benefico era considerevole. Dalla mia esperienza posso suggerire sull\u2019inesistenza di un tempo specifico per scrivere, soprattutto quando questa pratica assume finalit\u00e0 meditative, chiarificatrici: al mattino potrebbe aiutare ad affrontare la giornata con maggiore quadratura, alla sera potrebbe riservare un inaspettato potere riconciliante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Se dovesse lasciare ai lettori un messaggio sintetico dopo la lettura del libro, quale sarebbe?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando mi venne chiesto di proporre il titolo della raccolta, iniziai col chiedermi quale fosse l\u2019elemento di comunanza tra le pagine dei racconti. \u00c8 chiaro che in quell\u2019ordine di idee iniziai col riflettere sulla natura del messaggio, magari sintetico, che mi auguravo di trasmettere: sarei contento se il lettore scegliesse di dedicare, su base regolare e continuativa, una porzione del proprio tempo alla pratica della sua unica creativit\u00e0. Credo fermamente che ognuno di noi ne sia dotato e che, molto spesso, per un errore di impostazione tendiamo ad attribuirne la propriet\u00e0 ad una sparuta e privilegiata categoria di persone: \u00e8 vero che non tutti potremmo esprimere con soddisfazione il nostro contenuto creativo per mezzo di strumenti nobili come una penna, un pennello, uno scalpello o un violino, ma bisogna convincersi che il vero problema non sia di trovare in s\u00e9 il seme della creativit\u00e0 quanto il mezzo che meglio diventi la nostra appendice congeniale alla pratica creativa.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LA MET\u00c0 LUMINOSA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-incorpora wp-block-embed-incorpora\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"F0ioDiTm9Q\"><a href=\"https:\/\/www.planetbookeditrice.it\/\">HOME<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;HOME&#8221; &#8212; \" src=\"https:\/\/www.planetbookeditrice.it\/?embed=true#?secret=fV9ASsZsmy#?secret=F0ioDiTm9Q\" data-secret=\"F0ioDiTm9Q\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Ufficio Stampa AutoriItaliani.it<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>www.autoriitaliani.it<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AutoriItaliani.it Intervista a Romano Pescione, autore della raccolta di racconti \u201cLa met\u00e0 luminosa\u201d La met\u00e0 luminosa Intervista di maggio 2026 SINOSSI L\u2019idea della raccolta, non premeditata, nasce dalla redazione dell\u2019ultimo rigo. 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