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Intervista a Sergio Cardinali, autore del romanzo

Battere e levare

Intervista di Ottobre 2025

Quarta di copertina

Ascanio Manzini e Aida Manzoni hanno trent’anni e un cognome simile. Entrambi rifiutano il mondo, scegliendo di segregarsi dentro le loro rispettive abitazioni. Poi, la folle idea di scriversi e di raccontarsi le proprie storie. Infine il proposito di uscire, di incontrarsi e di affrontare la vita vera.

Ascanio è il battere. Vive da solo. I suoi genitori sono misteriosamente spariti lasciando un biglietto sul tavolo della cucina.

Aida è il levare. Ha subito una violenza sessuale da un suo amico di scuola. Il giovane è stato investito e ucciso una sera di inizio estate. Il colpevole non si è mai trovato. Lei non è più uscita di casa.

Una storia raccontata sotto forma di romanzo epistolare. Un racconto nato dalle inquietudini e fragilità giovanili, ma che sottolinea il desiderio di ribellarsi alla paura di vivere.

“Tu sei il battere, io il levare. Divisi siamo niente, insieme siamo perfetti”.

Sergio Cardinali è nato a Jesi (An), dove attualmente vive.

È Musicista, docente di educazione musicale e di scrittura creativa. Ha scritto diversi testi teatrali.

Ha pubblicato i romanzi: “Fiori primaverili”, “Le ragazze entrano gratis”, “Non aveva la faccia”, “Il bambino che seppelliva chitarre”, “Un regalo utile”, “Il viaggio che vorrei”, “Il regalo”, “Io sto bene spero anche di te”, “Finis laus Deo”,  “Il nome prima del cognome”, “Una felicità asintomatica”.

Si è dedicato alla narrativa per bambini con i romanzi seriali “Alice, il castello noioso”, “Alice, il pianeta ghiacciato” e “Alice, il gelato di nuvole”.

Ha ottenuto numerosi riconoscimenti in premi letterari nazionali.

INTERVISTA A SERGIO CARDINALI

Ci racconta qualcosa della trama e dei protagonisti?

Come tutti i miei romanzi, le idee nascono dall’esperienza personale e dal momento storico che stiamo vivendo. Nel caso di Battere e Levare, il lavoro ha preso forma dal periodo del Covid. Non volevo però realizzare un romanzo sull’epidemia (sarebbe risultato banale e poco interessante) ma sui motivi e sugli effetti della reclusione umana in genere. Ecco allora che prendono forma le personalità di Ascanio e Aida, due giovani che per loro scelta, e non per costrizione, decidono di segregarsi all’interno delle loro abitazioni e di rifiutare il mondo. Poi la bizzarra idea di scriversi e di raccontarsi le proprie storie. Infine, il proposito di uscire, di incontrarsi e di affrontare la vita vera.

Il titolo ha un riferimento musicale molto preciso: cosa rappresentano il “battere” e il “levare”?

Le mie attività di musicista e di insegnante di musica, ancora una volta si sono introdotte di forza nello scritto. In musica, il battere è l’accento forte, quello percepito anche dai non musicisti; il battere è la certezza, il rimanere con i piedi ben piantati a terra. Un po’come Ascanio. Il levare è invece qualcosa di sospeso, di imprevedibile, apparentemente meno importante ma molto spesso risolutivo per il brano musicale. Aida è una ragazza in levare, ma con la consapevolezza che prima o poi dovrà decidersi di adagiarsi sul battere. È per questo che scrive e si confida con Ascanio.

Anche il tipo di narrazione scelto è originale: la forma epistolare. Come mai? Quali possibilità ha intravisto in questo genere?

In realtà, non mi sono affatto preoccupato delle effettive possibilità di un romanzo epistolare, dell’interesse che avrebbe potuto suscitare su un potenziale pubblico di lettori. Ho sempre amato questo tipo di genere letterario. Anni fa, fui folgorato da “Le relazioni pericolose” di de Laclos. Mi dissi che presto o tardi avrei realizzato un romanzo epistolare e così è accaduto. In questo tipo di scrittura le difficoltà aumentano, l’autore deve annullare la sua personalità per ricreare due o più voci narranti; nel mio caso quelle dei due protagonisti. Individualità ben diverse fra loro e soprattutto non riconducibili allo scrivente. Spero di essere riuscito nell’impresa.

Ci sono elementi autobiografici nel romanzo o è tutto una pura invenzione?

Non ci sono elementi autobiografici nella storia principale del romanzo. Io, a differenza dei miei personaggi, credo di essere riuscito nel tempo a plasmare al meglio il battere con il levare, a ottenere quella sinergia di accenti principali e secondari che insieme custodiscono e regolano le nostre vite… non solo quelle musicali. Le sottostorie della narrazione, invece, in qualche caso rispecchiano la mia vita umana e di musicista. Inutile dire che solo chi mi conosce bene riuscirà a scovare il Sergio Cardinali nascosto fra le pagine inchiostrate.

Ascanio e Aida vivono entrambi, per motivi diversi, un isolamento profondo: crede che sia una condizione comune ai giovani di oggi? È stato difficile dar voce ai loro traumi?

Anni fa, in una classe di ragazzi di tredici anni, dopo aver discusso su temi e preoccupazioni delle loro vite presenti e future, chiesi: “Ma voi, alla vostra età, come vi sentite?”. “Invisibili!” è stata la risposta comune. Ho riflettuto a lungo su questa affermazione. Ho capito che i giovani vivono in bilico, in equilibrio sull’essere qualcosa di unico e sul nascondersi per non essere diversi dagli altri. La voglia di essere visibili si scontra con la convenienza, o a volte con il rammarico, di essere invisibili, cioè poco considerati da famiglia, scuola e società tutta. Una specie di ossimoro esistenziale, insomma. In seguito mi sono informato sul fenomeno degli Hikikomori giapponesi e della loro segregazione volontaria; è anche dallo studio di questo preoccupante fenomeno che ha preso spunto il mio romanzo.

La musica è spesso presente nei suoi romanzi. Come mai e quale ruolo ha in questo libro in particolare?

La musica è presente in tutti i romanzi, vive naturalmente con gli scritti di qualsiasi genere. Le parole, le frasi, i periodi suonano come uno strumento musicale e s’intrecciano fra loro come una composizione polifonica. Ogni vocabolo ha un suo suono ben definito o un ritmo da gestire. Non a caso, il corso di Scrittura Creativa che conduco da anni l’ho denominato “Parole sonore”. Per la musica si parla quasi sempre di ritmo regolare, a differenza del romanzo, che invece, come ci suggerisce Umberto Eco “… è quello in cui l’autore sa sempre a che punto accelerare, frenare e come dosare questi colpi di pedale nel quadro di un ritmo di fondo che rimane costante”.

Nel caso di Battere e Levare, lo stesso titolo ci conferma in pieno la contaminazione fra le due discipline artistiche.

Il romanzo è anche un invito a “uscire di casa”, in senso metaforico e non. Cosa significa oggi affrontare la vita vera?

Sempre per tornare ai miei alunni, uscire significa l’abbandonare lo stato di invisibilità di cui parlavo prima, vero o presunto che sia. Il proposito di divenire protagonisti, o quantomeno personaggi attivi nel mondo. Lasciare la propria reclusione semplicemente per esserci, per appartenere, per dare il proprio contributo; ognuno con le proprie competenze e peculiarità.

Ma non voglio mandare nessun messaggio epocale, non in questo romanzo. Parafrasando una celebre canzone di qualche anno fa… “Sono solo parole!”. Spero piacevoli e coinvolgenti per i lettori.

Se potesse ricevere una lettera da uno dei due protagonisti, quale vorrebbe leggere?

Amo talmente tanto ricevere lettere o email (non vorrei passare per vecchio) che gradirei missive da entrambi i miei personaggi. Ascanio, però, mi è rimasto nel cuore; lo vedo ancora camminare per le stanze di casa mia. Andamento dinoccolato e pensieroso, alle prese con il corretto funzionamento di un computer e della sua stampante. Ascanio è puro, sincero, debole, disarmato e disarmante. Sì, vorrei ricevere una lettera da Ascanio.

Quali sono i suoi progetti futuri, in ambito editoriale e non?

Sto ultimando il mio ultimo romanzo, e anche in questo caso mi tocca parlare del mio lavoro, di un’alunna e del suo tema all’esame finale di terza media dello scorso anno. Un elaborato personale sull’adolescenza e le sue problematiche. La ragazza in questione ha urlato tutta la sua insicurezza giovanile per poi terminare con una nota positiva e rassicurante… “Nonostante tutto, io vado avanti, perché la vita merita rispetto!” Ecco, La vita merita rispetto sarà il mio prossimo romanzo (quante cose si imparano insegnando!).

Naturalmente sto anche pianificando le presentazioni per Battere e Levare e ho appena terminato l’adattamento teatrale dello stesso romanzo. Appuntamento fissato a inizio autunno per la prima nella mia città, con l’intenzione poi di esportarlo in altri teatri.

Il mio impegno nel campo della musica sarà come sempre prioritario, e l’insegnamento della Scrittura Creativa (anche nelle scuole) continuerà a occupare il mio tempo. Proprio in questi giorni è uscita una nuova antologia curata da me: Storie da ragazzi 4, che contiene quattordici racconti ideati da altrettanti ragazzi di 11 e 12 anni. Di sicuro, neanche per i prossimi mesi troverò il tempo di annoiarmi.

BATTERE E LEVARE

Ufficio Stampa AutoriItaliani.it

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