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Intervista a Vito Della Bona, autore dell’opera “Il commissario Volpe”

Intervista di ottobre 2025

Quarta di copertina

Problemi di convivenza all’interno dei Grandi Boschi convincono il Gufo Reale a sostenere la nomina di un Commissario che garantisca la sicurezza dei luoghi e la soluzione delle dispute. Volpe, seppure a malincuore, deve accettare l’investitura. Fin da subito deve investigare per cercare di risolvere alcuni casi un po’ particolari: il rapimento di un piccolo coniglio selvatico; il furto di un orecchino con diamanti della moglie del Barone; la ricerca di una soluzione al problema creato da Yuri, un orso che, con la sua presenza, sta minando i fragili equilibri dei boschi. In queste sue imprese viene affiancato dal fido scoiattolo Raul e trova aiuto nelle idee e nell’ingegnosità di Wanda, l’amica faina.

Vito Della Bona nasce ad Albissola Marina nel 1949. Vive in Liguria e poi in Lombardia, dove attualmente abita in provincia di Milano. Laureato in Economia Aziendale, si è occupato di amministrazione, finanza e controllo di gestione in aziende del settore privato. Oggi, libero da impegni di lavoro, si dedica al sociale e ai suoi hobby quali il sax, il teatro e, non ultima, la scrittura. Ha avuto diversi riconoscimenti a concorsi letterari. Nell’anno in corso il racconto “Missione Spaziale” si è classificato terzo alla sezione inediti del Premio Mondoscrittura. La fiaba “Bice – La piccola ape” si è classificata prima al concorso Scrivendo Ancora. Il racconto “La tazzina incrinata” è pubblicato on-line sul magazine I Sassi Neri di ISEAF Books. Suoi racconti sono presenti nella collana Tala di Giovanelli Edizioni e in diverse antologie di altri editori.

INTERVISTA A VITO DELLA BONA

Chi è Vito Della Bona e come si è avvicinato alla scrittura?

Sono nato in Liguria e a otto anni, per motivi di lavoro di mio padre,  la famiglia si è  trasferita nel Nord Milanese, pertanto mi ritengo lombardo di adozione perché lì ho studiato e lavorato nel settore amministrativo-finanziario. Arrivato alla pensione ho potuto finalmente dedicarmi alle mie passioni: il sax,  il teatro, ovviamente amatoriale, e al volontariato. Con l’avvento del Covid e l’impossibilità di proseguire l’attività teatrale, dove  la presenza fisica è essenziale, ho iniziato, dopo un breve corso on-line, a dedicarmi alla scrittura. Oggi  scrivere è diventata la mia passione principale e di cui non posso fare a meno.

Com’è nata l’idea del Commissario Volpe e perché proprio una volpe come protagonista?

In un periodo in cui libri e televisioni propongono come personaggi commissari e investigatori in abbondanza mi è sembrato interessante presentare qualcosa di diverso, anche perché il mondo della natura mi ha sempre appassionato. La volpe bene rappresenta alcune caratteristiche che dovrebbe avere un umano che svolge tale professione, quali sagacia, intelligenza, adattabilità, osservazione e discrezione, e allo stesso tempo è  un animale simpatico e ha un certo charme. Non l’ho volutamente dotata di grande furbizia, come è nella realtà, perché ho pensato fosse meglio affiancarla ad un’amica (la faina) che gli darà sempre una mano a risolvere i casi.

Nei Grandi Boschi emergono problemi di convivenza: c’è un messaggio allegorico che vuole trasmettere ai lettori attraverso quest’ambientazione?

I problemi di convivenza sono per tutti noi all’ordine del giorno, soprattutto in questi periodi di grandi stravolgimenti. Il mondo della natura non ne è certamente immune, e possono emergere gli stessi tipi di problemi; gli animali dei miei racconti cercano di non esasperarli, come spesso avviene, ma sono alla ricerca di una soluzione o un compromesso che sia da tutte le parti accettabile.

Raul lo scoiattolo e Wanda la faina sono figure molto vivaci: come sono nati questi personaggi e che ruolo simbolico hanno?

Ognuno di noi dovrebbe avere qualche vero amico che nei momenti di difficoltà possa darci una mano. La faina Wanda rappresenta la vera amica del Commissario che non solo collabora con lui ma è anche sempre disposta a dargli sostegno e conforto nei momenti difficili.

Il libro alterna casi diversi (rapimento, furto, convivenza difficile): come ha scelto le vicende da inserire nella trama?

Come ho detto in precedenza l’uomo si trova sempre a convivere con queste situazioni; ho pensato che potessero essere riprodotte nel mondo animale dove le soluzioni non sono di sola condanna ma tengono conto anche delle debolezze dei singoli.

Yuri, l’orso che mette in crisi gli equilibri, sembra incarnare una sfida più complessa rispetto agli altri episodi: cosa rappresenta per lei questa figura?

Nel mondo attuale gli equilibri vengono continuamente messi in crisi .La storia con l’orso Yuri pone l’accento sul fatto che molto spesso ascoltare, sentire le ragioni dell’altro, spiegare le proprie può aiutare a risolvere una infinità di situazioni critiche. Purtroppo avvertiamo ogni giorno quanto questo non avvenga e le cose finiscano per precipitare e diventare irrisolvibili.

La sua formazione economica e professionale ha influito in qualche modo nel modo in cui costruisce trame e personaggi?

La mia attività professionale e quella svolta successivamente nel mondo del volontariato mi hanno dato la possibilità di conoscere molte persone e realtà. Mi sono accorto come sia sufficiente soffermarsi e guardarsi solo un po’ intorno per trovare personaggi. Più difficile è il compito di costruirci intorno una trama.

Nei suoi racconti emerge spesso una componente etica o sociale: quanto conta per lei trasmettere insegnamenti o riflessioni nei testi per ragazzi e adulti?

Penso che sia fondamentale quando si scrive una favola o un racconto dare sempre un contenuto  o almeno uno spunto di riflessione al lettore, sia questi un giovane o un adulto. Tutti noi, che viviamo in un mondo dove una quantità enorme di notizie quasi ci frastorna e disorienta, abbiamo sempre più la necessità di soffermarci a riflettere su quanto avviene. Questi racconti possono essere un piccolo pretesto e  invito al lettore a prendersi un attimo per qualche propria considerazione.

Lei si dedica anche ad altre forme artistiche, come il teatro e la musica: queste passioni influenzano la sua scrittura?

Credo che tutte le forme artistiche siano fra di loro particolarmente connesse; tutte tendono a stimolare la creatività, la capacità di espressione, aiutano a comprendere, comunicare. Ecco perché credo che la mia attività musicale e teatrale, seppure svolta a livello amatoriale, abbiano dato un forte impulso alla mia vena di scrittore.

Dopo Il commissario Volpe, ha già in mente nuovi progetti letterari o altri sviluppi per questo personaggio?

Certamente! Anche se non vuole darlo a vedere il Commissario Volpe si è talmente appassionato alla attività investigativa che non può farne più a meno. Mi risulta che sia già stato chiamato dal Gufo Reale a risolvere nuovi casi.

IL COMMISSARIO VOLPE

Il commissario Volpe –

Ufficio Stampa AutoriItaliani.it

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